Star Trek: Voyager – S01E16, Uno strappo alla regola

learningcurve_179

Ed eccoci al finale di stagione! “Solo” 16 episodi per questa volta, saranno di più nelle stagioni successive (quando finirò di vedere questa serie???). E purtroppo il finale non è affatto all’altezza del potenziale che Star Trek: Voyager ha dimostrato fino ad ora. Questo Uno strappo alla regola (Learning Curve in inglese) parte da due ottimi elementi innovativi ma non riesce a regalarci una storia emozionante. Infatti, sfrutta sia la divisione Federazionemaquis, sia il fatto che la Voyager è una nave di classe Intrepid che usa del gel bio-neurale al posto dei classici circuiti isolineari delle altre navi della Federazione. Ottimo, direte voi! Così ho pensato anche io all’inizio, ma poi…

Risulta che il gel bio-neurale è stato infettato da un virus a causa di alcuni batteri usati da Neelix per fare del formaggio nella sua cucina improvvisata e la soluzione è far venire la febbre alla nave per espellere il virus. Qui l’unica cosa divertente è che tutti sudano come dei lottatori di sumo mentre naturalmente il Dottore non subisce alcun effetto ed è tranquillo come sempre. E così questa parte della trama la liquidiamo come poco interessante.

Per quanto riguarda l’altra parte, a Tuvok tocca l’ingrato compito di far rigare dritto quattro elementi provenienti dalla nave maquis particolarmente refrattari alla disciplina della Federazione (interpretati da Armand Schultz, Derek McGrath, Kenny Morrison, Catherine MacNeal). E qui da subito ho pensato all’episodio di Deep Space Nine in cui a Worf tocca lavorare con gli ingegneri di O’Brien (Starship Down, La nave danneggiata, settimo episodio della quarta stagione): all’inizio li tratta male e la sua rigidità gli impedisce di fare un buon lavoro di squadra, ma poi il buon Klingon si adatta e con la flessibilità ottiene i risultati sperati. Naturalmente qui si riproduce la stessa situazione: all’inizio il rigido Tuvok tratta male i quattro maquis, come se fossero cadetti dell’Accademia, e poi riesce ad ottenere i risultati sperati grazie a un po’ di flessibilità. Già visto e, quindi, noioso (a onor del vero l’episodio di Voyager andò in onda qualche mese prima di quello di Deep Space Nine, quindi qui il problema è più mio che dell’episodio in sé: chiunque abbia visto prima Uno strappo alla regola potrebbe fare il mio stesso commento su La nave danneggiata, anche se quest’ultimo offre una storia molto più interessante).

Eh no, proprio un finale non degno della stagione che, tra alti e bassi, ci ha regalato alcuni ottimi episodi: Dall’altra parte dell’Universo, Ladri di organi, La cruna dell’ago, Fattori primari, Tradimento a bordo… insomma, non ci si può lamentare, specialmente se confrontiamo tutto questo con le prime stagioni di The Next Generation e Deep Space Nine che sono senza ombra di dubbio le peggiori di entrambi le serie! Ciao!

PS: Mi rincuora scoprire grazie al podcast The Delta Flyers che pure Robert Duncan McNeill è tutt’altro contento di questo episodio. In particolare lui si lamenta del fatto che la vicenda ha come protagonisti dei personaggi che non avevamo mai visto e che non vedremo mai più invece di concentrarsi sui protagonisti della serie. Giustamente, sostiene che le guest star servano a fornire trama ed elementi delle storie, ma non devono essere al centro dell’attenzione perché gli spettatori non fanno in tempo a sviluppare un attaccamento emotivo a personaggi usa e getta.


Episodio precedente: Il segreto di Neelix

Episodio successivo: Una nuova Terra


5 risposte a "Star Trek: Voyager – S01E16, Uno strappo alla regola"

  1. Voyager, venendo successivamente a TNG e con DS9 in corso d’opera, ha potuto permettersi un rodaggio un po’ meno travagliato di quello delle sorelle maggiori (avendo comunque in comune con loro un episodio iniziale degno di nota)… “Uno strappo alla regola” sta però a dimostrare quanto questo rodaggio fosse ancora in corso: gelatine bioneurali malfunzionanti e indisciplina dei Maquis sarebbero stati ottimi temi per episodi singoli, mentre qui si è scelto di fonderli con un risultato non pessimo ma certo inferiore alla somma delle parti (concentrandosi sui soli Maquis poteva forse venirne fuori una storia non fotocopia di quella di Worf).
    P.S. TNG era la prima a riprendere e portare ancora avanti nel futuro l’avventura televisiva interrotta quasi un ventennio prima (e io non stavo più nella pelle dall’attesa, ovvio), ragion per cui ancora oggi sono indulgente anche verso gli episodi più “acerbi” delle prime due stagioni (tra l’altro, ricordo un episodio di DS9 -Il gioco dei Wadi- che quanto a inutilità e bruttezza riusciva a batterli tranquillamente) 😉

    Piace a 1 persona

    1. Sono d’accordissimo, la storia B delle gelatine è davvero buttata lì senza vera sostanza a sostenerla.

      Peccato che fossero ancora in fase di rodaggio con Voyager, perché l’esperienza c’era tutta, visto il grande successo di TNG e l’alta qualità che quella serie aveva raggiunto (quarta e quinta stagione sono da incorniciare, ci sono tanti di quegli episodi spettacolari!).

      E il gioco dei Wadi! Cosa mi hai ricordato! Quella puntata non è tra quelle che mi riguardo volentieri di DS9… un po’ come The game di David Fincher: la rivelazione finale che era tutto un gioco rovina l’intero episodio, gli toglie tutta l’eventuale tensione che fosse riuscito a costruire!

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...