Zombieland: recensione del film

ZOMBIELANDZombieland (Benvenuti a Zombieland) è una commedia a tema zombie (in realtà sono infetti, come quelli di 28 Days Later, 28 giorni dopo, di Danny Boyle, 2002) diretta da Ruben Fleischer, praticamente la versione in salsa statunitense di Shaun of the Dead, L’alba dei morti dementi, di Edgar Wright (2004). Si tratta di una commedia ambientata negli Stati Uniti devastati da un’epidemia in cui sopravvivono pochi esseri umani sani. E come Wright gioca con gli stereotipi tipici dei londinesi tra pub e relazioni sociali disastrate, così Fleischer usa quelli americani come il road trip, le macchine grosse, le armi da fuoco, e i parchi giochi (ci metto anche Hollywood in questa ultima categoria). Il risultato?

Il risultato è una commedia divertente che non dimentica di essere un film di zombie, con questi infetti che fanno paura e vomitano sangue e budella ma allo stesso tempo vengono uccisi da qualunque tipo di arma, dal banjo al fucile a canne mozze, dalla pistola alla mazza da baseball. Ci sono quattro protagonisti che credo si siano divertiti un sacco a fare il film (almeno a giudicare dalle interviste contenute nell’ottima edizione in Bluray): Woody Harrelson (visto poco tempo fa in Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), Jesse Eisenberg (che nel film menziona Facebook e interpreterà il suo fondatore in The Social Network, 2010), Emma Stone (sicuro che sapete chi è) e Abigail Breslin (la bimba di Little Miss Sunshine). E direi che se il film funziona è certamente grazie a loro, insieme ad un ritmo sostenuto dall’inizio alla fine e ad un meraviglioso cameo di Bill Murray. Le (numerose) battute non sono mai forzate: a volte funzionano e a volte meno, ma comunque servono sempre a farci familiarizzare coi protagonisti e a svilupparne i personaggi.

Ma non tutto funziona così bene. Le musiche principalmente rock accompagnano sì l’azione, ma forse tra qualche anno risulteranno datate. Gli effetti speciali sono purtroppo per lo più digitali e poco pratici, cosa che si nota già parecchio visto che il film è di quasi dieci anni fa. E la voce narrante di Eisenberg, dopo un inizio divertente in cui spiega alcune regole di sopravvivenza, risulta un po’ noiosa e di troppo. In ogni caso, adesso stanno girando il seguito, che temo sarà una schifezza come troppo spesso accade con i seguiti delle commedie (vedi un esempio qui). Ma esiste un bel seguito di una commedia? E con questa domanda esistenziale, vi lascio: ciao!

PS: e invece vi lascio con un aneddoto: siccome Harrelson è vegano, si è fatto preparare un twinky 100% vegetale per la scena in cui il suo personaggio finalmente trova quello che cerca per tutto il film (e che è un riferimento al Ghostbusters, Ghostbusters – Acchiappafantasmi, del 1984 con, ovviamente, Bill Murray)!


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8 risposte a "Zombieland: recensione del film"

  1. Visto per la presenza di una delle mio top… hemm… donne preferite. Emmona. Divertente ma adesso è invecchiato un po’ malino, anche la messinscena traballa. Però dai… ganzetto.

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