Nochnoy Dozor: recensione del film

193405-tt0403358Nochnoy Dozor (I guardiani della notte) è un film russo action/fantasy/horror del 2004 con Timur Bekmambetov alla regia che si basa sull’omonimo libro di Sergej Luk’janenko. Dovrebbe essere il primo film di una trilogia che però rimane ad oggi incompleta visto che Bekmambetov ha diretto il secondo film, Dnevnoy Dozor (2006), ma poi si è disinteressato della cosa per dedicarsi a produzioni hollywoodiane di qualità come Abraham Lincoln: Vampire Hunter (La leggenda del cacciatore di vampiri, 2012) e il remake di Ben Hur (2016).

La trama del film è tutt’altro che originale. Nel mondo ci sono questi others (non so se in italiano li hanno chiamati “altri”), cioè creature come vampiri, mutaforma, veggenti… divisi tra il bene e il male. Le due fazioni sono in stallo da secoli e si dice che arriverà un prescelto che scegliendo uno dei due lati cambierà l’equilibrio facendo prevalere l’uno sull’altro. Il twist interessante è che il bene e il male si fronteggiano nell’odierna Russia (meanwhile in Russia…), con la night watch dei buoni che controlla che i cattivi non esagerino e la day watch che fa lo stesso coi buoni. Non vi spoilero altro!

Il film è un incrocio tra Blade (1998), Dark City (1998) e The Matrix (1999) trasportato nella Mosca di oggi scurissima, umidissima e sporchissima. Nessuno dei personaggi è particolarmente simpatico o piacevole, e nonostante la divisione tra bene e male sia teoricamente chiarissima, in realtà non è banale capire chi sta dalla parte di chi. Ci sono delle idee carine come per esempio i vampiri che vedono le persone come degli insiemi di vene e arterie, la fotografia scurissima, la portata epica della storia… ma sinceramente non ho tutta questa voglia di vedere il seguito. L’azione è girata male, confusionaria, con la regola dei 180 gradi che viene ignorata troppo spesso per capirci qualcosa (e non per ragioni artistiche come fece Kubrick nella scena del dialogo in bagno di The Shining!). Pure la storia è frammentata, incasinata, sembra quasi raccontata da uno degli assurdi personaggi che seguiamo, questi others tutt’altro che normali che si combattono gli uni con gli altri. La colonna sonora è datata: andava molto di moda in quegli anni usare rock/metal per i film d’azione, ma riguardandolo oggi non è una scelta particolarmente felice.

Insomma: lo trovo un buon tentativo di fare un film fantasy/epico in un setting poco familiare come la Russia di oggi, ma non un tentativo riuscito per quanto mi riguarda. E la produzione successiva del regista mi suggerisce che forse sono anche troppo buono col mio giudizio… ciao!


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2 risposte a "Nochnoy Dozor: recensione del film"

    1. No, non volevo smorzare entusiasmi! Io ero molto speranzoso di vedere qualcosa di ben fatto e di diverso dal solito… però per me è un tentativo lodevole ma nulla di più. Se lo guardi e ne scrivi sono curioso di sapere il tuo parere!

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