El mundo es nuestro/El mundo es suyo: recensione dei film

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La settimana scorsa è uscito al cinema El mundo es suyo, seguito di El mundo es nuestro (2012). Il regista è lo stesso, Alfonso Sánchez (sono i suoi unici due film), e soprattutto i protagonisti sono gli stessi, cioè lo stesso regista e il suo compadre Alberto López. Entrambi i film sono ambientati a Siviglia ed entrambi sfruttano i luoghi comuni e gli stereotipi del posto con l’obiettivo di far ridere lo spettatore. Con una differenza: il primo film ci riesce, il secondo no.

El mundo es nuestro (2012)

Qui il duo dei compadres interpreta una coppia di sfigati/truzzi sivigliani (el Cabeza y el Culebra: Capoccia e Serpente, in italiano) che per tentare di fare la bella vita prova a rapinare una banca durante la Settimana Santa. Le cose ovviamente vanno malissimo e i due si ritrovano circondati dalla polizia all’interno della banca con un gruppo di ostaggi. Il film funziona per tre motivi: 1) i due personaggi hanno il tempo di presentarsi (anche grazie ad una serie di cortometraggi dei compadres che ebbero molto successo negli anni precedenti al film) e di svilupparsi con lo svolgimento della storia; 2) c’è una trama non originale ma che ha un suo ritmo in crescendo fino allo splendido ed esilarante finale; 3) si ride un sacco perché i tempi comici sono quasi sempre azzeccati e gli stereotipi sivigliani più tipici sono ben utilizzati all’interno della storia. Ne consiglio la visione anche per avvicinarsi a quello strano mondo che è Siviglia!

Il film ha un grande successo e i due hanno poi lavorato anche in grandi produzioni nazionali come Ocho apellidos vascos (2014) e Toro (2016). Diciamo che per fare un parallelo con l’Italia potremmo pensare a Paolo Ruffini, che dai suoi spettacoli comici livornesi è arrivato al successo nazionale sia in TV che al cinema (ha partecipato ADDIRITTURA a Natale a Londra: Dio salvi la regina del 2016). Questo successo ha portato Sánchez e López a fare l’inevitabile seguito di El mundo es nuestro

El mundo es suyo (2018)

Qui il duo dei compadres interpreta una coppia di pijos (snob) sivigliani che… difficile scrivere la trama di un film che non ha una trama. Purtroppo questo seguito non ha idee, è fiacchissimo, e non fa ridere mai. I personaggi non sono introdotti per niente, non sappiamo niente di loro e non ci sarà nessuna evoluzione delle loro situazioni personali durante il film. Vuole essere una storia di amicizia e usa i peggiori cliché triti e ritriti del genere (per esempio, ad un certo punto i due si separano arrabbiati e delusi l’uno dell’altro e ovviamente dopo cinque minuti si ritrovano insieme più amici di prima). I tempi comici sono tutti sbagliati, la regia è imbarazzante, e le battute non fanno ridere. Rido molto di più con i miei amici del calcio la domenica che fanno le stesse battute ma in un contesto non artificiale e assurdo come quelli che si vedono nel film dove una sceneggiatura scritta senza ispirazione ci porta da una situazione all’altra senza un vero filo conduttore.

Anche le citazioni cinematografiche (Pulp Fiction, Mad Max…) e i riferimenti all’attualità (la corruzione dei politici e degli imprenditori), sono buttati lì senza una costruzione, senza un contesto. Si sorride a volte per delle battute qua e là, ma El mundo es suyo, purtroppo, è di una pochezza unica. Non consigliato. Ciao!


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