Get Out: recensione del film

get-out-2017-daniel-kaluuya-allison-williamsNe scrivo molto dopo la sua uscita nelle sale (lo vidi in un cinema di Valencia l’anno scorso, a dir la verità) solo perché me lo sono appena rivisto in DVD: Get Out (Scappa – Get Out), film del 2017 di Jordan Peele all’esordio come regista con Daniel Kaluuya e Allison Williams. Non sono il primo a dirlo, naturalmente, ma questo film è davvero strepitoso e va ad allungare la lista dei grandi esordi recenti nella storia del cinema, di cui tre a caso sono: Lucky (2017)  di John Carroll Lynch, Ladybird (2017) di Greta Gerwig e, per stare nello horror, The Witch (2015) di Robert Eggers.

In Get Out tutto funziona a meraviglia, cosa che forse riesco a spiegare meglio con degli esempi. La scena iniziale, con un chiaro riferimento a Halloween (1978) di John Carpenter, si ricollega perfettamente alla scena della festa in cui lo stesso ragazzo di colore completamente trasformato si riprende per un momento e urla di andarsene (“Get out!“) al nostro protagonista, Chris, che ancora non sa in che guaio si è ficcato.

Quando il poliziotto chiede i documenti a Chris dopo l’incidente con il cervo anche se lui non guidava e la freddissima Rose si nega a questo sopruso e quindi si mette in buona luce agli occhi di Chris, in realtà lo fa perché non ci sia traccia del suo passaggio quando scomparirà nella villa dei suoi genitori! Geniale.

Le battute del comic relief Rod (LilRel Howery) fanno ridere veramente e le situazioni surreali in cui si trova fanno avanzare la trama: la sua denuncia che non risulta credibile nemmeno ai poliziotti di colore, i suoi goffi tentativi di salvare l’amico ingannando la ben più sveglia Rose… tutto porta a farci accettare il suo arrivo sul finale come un meritato lieto fine (anche se, nella tradizione horror classica di NON lieto fine, se fosse arrivata la polizia e avesse arrestato Chris forse l’avremmo accettato ugualmente!).

E poi i dialoghi, la simmetricità delle inquadrature (ripresa anche nella locandina, con la forte contrapposizione del bianco e nero), la sensibilità con cui il regista tratta del tema del razzismo negli odierni Stati Uniti presentandoci dei ricchi bianchi pro-Obama che si professano non razzisti e addirittura ammiratori dei neri, ma allo stesso tempo razzistissimi perché pronti ad usare i neri né più né meno di come facevano gli schiavisti statunitensi di un secolo e mezzo prima… E la colonna sonora, la recitazione degli attori, la fotografia, la tensione che riesce a creare prima col mistero (non è facile capire dove andrà a parare la trama dopo la prima mezz’ora di film!) e poi con la violenza prima su Chris e poi di Chris stesso… insomma, per me davvero un film fenomenale, da guardare e riguardare.

Se non l’avete fatto, rimediate al più presto, non ve ne pentirete! Ciao!


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14 risposte a "Get Out: recensione del film"

  1. Bell’articolo quello che hai linkato, ci sono un sacco di spunti (parlo dei top, non dei flop)! E secondo me hai fatto benissimo a mettere Get out tra i top, a me piacque un sacco al cinema e mi è piaciuto un sacco anche alla seconda visione!

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