Total recall: recensione del film

totalrecall5-1600x900-c-defaultPaul Verhoeven è un regista davvero eclettico che tra la fine degli anni Ottanta e quella degli anni Novanta ci regalò tre film di fantascienza/azione over the top tutti da vedere: Robocop (1987), Total recall (1990, Atto di forza in Italia) e Starship troopers (1997). Nessuno dei tre è un film da guardare a cervello spento. In Robocop c’è una non troppo velata allegoria che vede Robocop come un Gesù americano che porta la giustizia a pistolettate. In Starship troopers c’è una satira fortissima contro il militarismo e l’imperialismo. E Total recall… parliamone!

Non è facile scriverne la trama perché è un film che fa dell’ambiguità il suo punto di forza. Per esempio, un modo di riassumere la trama è il seguente. Douglas Quaid (Arnold Schwarzenegger) è un operaio annoiato della sua vita routinaria (nonostante sua moglia sia la bellissima Sharon Stone) e sogna di andare su Marte, recentemente colonizzato e dove è in corso una ribellione contro il governatore Cohaagen (Ronny Cox). Alla fine si rassegna ad andare semplicemente alla Rekall, una compagnia che con un’operazione al cervello vende ricordi talmente realistici da essere indistinguibili dai ricordi veri. Douglas compra un bel viaggio su Marte e tra gli optional aggiunge di essere un agente segreto e sceglie pure il suo interesse amoroso, la bella mora Melina (Rachel Ticotin). Da lì comincia il suo sogno, cioè un’avventura incredibile piena d’azione che terminerà con lui agente segreto che risolverà i problemi su Marte, lo renderà un pianeta abitabile grazie ad una tecnologia aliena antichissima, e conquisterà la bella mora.

Ma un altro modo di raccontare la trama è il seguente: le cose alla Rekall non vanno come pianificato perché apparentemente qualcun’altro ha già giocato con il cervello e la memoria di Douglas Quaid! Rapidamente scopriamo che la sua vera identità è un’altra e le persone che sembravano a lui vicine non sono che agenti sotto copertura, sua moglie inclusa! Quaid riesce a scappare e va su Marte dove comincia quindi un’avventura incredibile piena d’azione che terminerà… insomma, avete capito.

E quindi Douglas Quaid c’è andato o no su Marte? Le cose che accadono sono vere o sono solo i ricordi impiantati dalla Rekall? Il film non lo chiarifica, e allo stesso tempo ci regala un colpo di scena dietro l’altro in una escalation che finisce con la terraformazione di Marte! Esagerato e over the top? Assolutamente sì. Ma funziona? Certo che funziona! Il film è divertente, violento e pieno d’azione, i dialoghi sono memorabili, gli effetti speciali spettacolari, le musiche fenomenali (di Jerry Goldsmith), non manca la satira sul potere e sui militari tanto cara a Verhoeven… e certo, non è realistico. Ma deve esserlo? Prima di tutto è fantascienza, e quindi è difficile definire il livello accettabile di realismo. E secondo… è tutto un sogno, no? Quindi può succedere di tutto!

Ma… è davvero un sogno? Se lo fosse, Quaid al risveglio vedrebbe al telegiornale le stesse notizie sulla ribellione su Marte… e allora cosa penserebbe dei suoi ricordi “reali” in cui aveva risolto tutto? Allora è davvero andato su Marte… e qui potremmo continuare a dibattere per sempre, credo! Total recall è un film che non stanca mai e l’ambiguità gli dà un replay value infinito. Consigliatissimo! Ciao!

PS: c’è anche un grandissimo Marc Alaimo nei panni di un militare, d’altronde è l’indimenticabile Gul Dukat in Star Trek Deep Space 9!


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6 risposte a "Total recall: recensione del film"

  1. Pòlveron mescola realtà e finzione alla grande, ha saputo davvero adattare le tematiche care a Philip K. Dick per il grande schermo, e poi cavolo, ritmo ritmo ritmo, questo film è una cavalcata, mai un tempo morto, non mi stancherò ma di vederlo e mi ha fatto molto piacere leggerti, apprezzo tutti quelli dotati di dono della sintesi, tu vai dritto al punto e la cosa mi piace molto 😉 Cheers!

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