The game: recensione del film

the_game_1997_fincher

The game (The game – Nessuna regola è il fantastico titolo italiano) è un film del bravo David Fincher del 1997 con Michael Douglas come protagonista (che tre anni prima ci aveva regalato una performance eccezionale in Falling down di J. Schumacher). Non lo vedevo da circa venti anni, l’ho rivisto ieri e… no, non mi è piaciuto. E sarò anche breve, che mi sembra inutile parlare troppo di ‘sto film!

Avendo Fincher alla regia non si può dire che sia un film fatto male, anche se la scelta di non illuminare i set alla lunga mi ha un po’ stancato: tantissime scene sono praticamente al buio! Inoltre alla base del film c’è un’idea coraggiosa: quella di raccontare in chiave moderna un incrocio tra Il meraviglioso mago di Oz di Baum e Racconto di Natale di Dickens in un film thriller. Ecco, forse troppo coraggiosa!

La trama la conoscono tutti, quindi la riassumo qui senza timore di spoiler. Il fratello (Sean Penn) del ricco e privo di sentimenti Michael Douglas gli regala un gioco per il suo compleanno. Solo che durante lo svolgimento di questo gioco sembra che la compagnia organizzatrice lo truffi per rubargli tutti i soldi e addirittura tenti di ucciderlo. Alla ricerca di giustizia, Michael Douglas arriva sull’orlo di una crisi di nervi, commette un errore uccidendo Sean Penn, e si suicida buttandosi di sotto da un tetto. Solo che, ta-dàààààn, era tutto uno scherzo! Le pallottole non erano vere, i soldi non glieli avevano rubati, e ad aspettarlo sotto il tetto c’era un materassone enorme e una festa di compleanno a sorpresa! E meno male si è buttato sul materassone: due metri più in là e sarebbe morto spappolato sugli invitati alla suddetta festa! E qui sta il problema del film: non è credibile. Il finale che tenta di spiegare che tutto quello che gli è successo era previsto non regge, si basa su una serie di coincidenze assurde che non sono assolutamente realistiche. E poi che idea è fare la festa di compleanno a uno spingendolo a tentare il suicidio? Che voglia avrà di festeggiare subito dopo aver pensato di togliersi la vita???

No, non funziona. Nonostante la bravura degli attori, nonostante la mano del regista, nonostante la buona colonna sonora… tutta la tensione costruita nella prima ora e mezzo crolla come un castello di carte con il finale insensato. E di chi è la colpa? Forse della seconda metà degli anni Novanta, che essendo cominciata nel 1995 con Se7en (dello stesso Fincher) e The usual suspects di Bryan Singer si sentiva obbligata a stupire con finali a sorpresa. Ecco, anche no. In The game il finale è la cosa peggiore! Ciao!


2 risposte a "The game: recensione del film"

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