X-Files 11° Stagione / Rm9sbG93ZXJz

Schermata da 2018-03-05 16-34-16

Pensavate vi avessi abbandonato? E invece no! E’ stato X-Files a prendersi una pausa di qualche settimana per tornare nelle nostre case il 28 febbraio con la nuova puntata: Rm9sbG93ZXJz. In più ci sono state le elezioni di mezzo in cui sono stato chiamato come scrutatore e non ho avuto il tempo né la voglia di scrivere del nuovo emozionante episodio dei nostri eroi preferiti!

No… non Shaggy e Scooby Doo… Scully e Mulder! Non fatemi fare paragoni che non vorrei fare!

Rm9sbG93ZXJz, settima puntata dell’undicesima stagione, ci propone un tema già affrontato in precedenza: quello dell’intelligenza artificiale. Per farlo chiama in ballo il regista di This, nonché produttore di X-Files sin dalle prime stagioni, Glenn Morgan.

Che devo dire… è riuscito a stupirmi.

Ma andiamo per gradi.

Mulder e Scully sono calati in un surreale contesto distopico in cui le macchine si sono sostituite all’uomo in ogni mansione: guidano i taxi, cucinano e servono al tavolo ai ristoranti, controllano l’abitazione, puliscono, gestiscono la musica e i comfort casalinghi. Insomma, fanno parte della quotidianità della nostra vita e in certi casi la condizionano.

Mulder, dopo aver mangiato ad un ristorante giapponese totalmente automatizzato e gestito da macchine senzienti, si rifiuta di lasciare un commento e una votazione  tramite app del suo smartphone cassando il popup di valutazione con un semplice ed annoiato swap del pollice. Questo porterà ad un’inaspettata e violenta reazione dei droidi dando vita ad un Terminator al ribasso. Tra droni assassini e automobili automatizzate minacciosissime, i nostri eroi dovranno cedere alla richiesta, sempre più insistente, di valutare il servizio di ristorazione tramite like digitale e placare così le ire funeste degli automi.

Rm9sbG93ZXJz è una puntata surreale che ragiona in modo simpatico sull’insistenza delle nuove tecnologie e sull’invasiva presenza degli smartphone ormai appendice della quotidianità umana.

La puntata tratta del rapporto tra uomo e telefono e tra uomo e uomo.

Costruita attorno ad un silenzio irreale fatto di pochi dialoghi e di insistenti suoni di notifica, Rm9sbG93ZXJz cala lo spettatore in quella che presumibilmente è una follia che questo prova sulla pelle ogni giorno (visto che adesso tutti posseggono questi dispositivi). Notifiche ed insistenza che risultano unilaterali, incomunicabili dalla parte umana e troppo comunicative dalla parte macchina. Quindi a fronte di un muro di insistenza invasiva e prepotente abbiamo una controparte che difficilmente riesce a soddisfare questo bisogno di attenzione digitale finendo in paradossi comunicativi tragicomici: il tablet non risponde, la password non è valida, il comando vocale non viene recepito.

Di fronte a questo oceano di insistenza fatto di notifiche e suonini, troviamo una massa di persone che passivamente accetta questa tortura giornaliera fino al punto di non pensare più alle azioni intraprese e finendo per catalogare tutto questo in quello spazio mentale di noia da fastidiosa routine, che piano piano ci allontana dalla dimensione di percezione reale. Dimensione che alla fine della puntata Mulder e Scully ritroveranno seduti al classico ristorante americano, serviti e circondati da persone reali.

Rm9sbG93ZXJz è un esperienza visiva e sensoriale molto particolare. La regia è geometrica e precisa, e cerca sempre inquadrature speculari o maniacalmente ordinate, punta sui suoni e crea una tensione da prodotto horror sci.fi. abbastanza riuscita. Molto carino il montaggio iniziale che lavora con dei controcampi tra i cellulari e gli attori, come se questi dialogassero con le macchine invece che tra di loro.

Si potrebbe dunque parlare bene di questo ennesimo episodio sui generis, come tanti ne abbiamo visti nelle ultime cartucce di questo telefilm. E forse faremmo bene a parlarne positivamente perché l’originalità del prodotto stavolta è innegabile ed è palese la cura dei dettagli con cui la puntata è stata confezionata, soprattutto dal punto di vista visivo.

Rm9sbG93ZXJz quindi mi colpisce ma non mi emoziona.

Infatti se anche questa puntata ha un tono autoriale spiccato e una genuina originalità nella composizione, l’ho trovata fuori contesto e tutto sommato abbastanza noiosetta.

La noia tuttavia è spesso soggettiva, la coerenza no. X-Files nelle sue ultime due stagioni è cambiato, ha avuto il guizzo di genio di rinnovarsi e di proporre puntate più autoriali, di giocare con gli stereotipi che lo hanno portato ad essere quello che è adesso, di proporre temi attuali ed analizzare le nuove paure sociali. Però nel fare questo ha perso la coerenza con quello che era stato e con certi filoni narrativi ancora aperti, come quello della conspiracy da cui queste puntate sono tremendamente distanti.

Quindi cosa è X-Files oggi? Un contenitore altalenante di tonalità narrative differenti e per nulla conciliabili? Oppure un telefilm che si è rinnovato con il tempo e, invece di proporre sempre la solita zuppa riscaldata, ha deciso di portarci sul piatto qualcosa di nuovo?

Secondo me è una via di mezzo. E’ obiettivamente lodevole l’idea di rinnovarsi, ma non credo che questa perdita di coerenza rispetto alla sua ombra passata sia da lodare. Anzi, secondo me è la principale motivazione dell’indigeribilità delle ultime due stagioni, che delle volte ci regalano buone prestazioni come in questo caso, ma che spesso sono idealmente alla deriva.

Addio!


3 risposte a "X-Files 11° Stagione / Rm9sbG93ZXJz"

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