It Follows: recensione del film

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It Follows è un film horror di David Robert Mitchell del 2014. L’ho visto ieri e m’è piaciuto un sacco! L’ho trovato un film molto più riuscito del ben più osannato It (2017) di Muschietti, che aveva azzeccato la parte della caratterizzazione dei personaggi ma non la parte del terrore. It Follows non solo caratterizza benissimo i suoi protagonisti, ma fa anche paura! L’unica domanda è perché non me lo sia visto prima, ma l’importante è averlo scoperto. Ne scrivo due righe senza senso qui sotto.

Partiamo con due righe di trama: in una cittadina statunitense non ben identificata né nello spazio né nel tempo seguiamo un gruppo di amici appena ventenni. Una di loro esce con un ragazzo che, dopo aver fatto l’amore con lei, la stordisce col cloroformio, la lega e le racconta una storia che ha dell’incredibile: le ha passato una maledizione! Un mostro mutaforma adesso la sta seguendo (lentamente) per ucciderla in maniera brutale. Lei si potrà liberare di questo mostro solamente facendo l’amore con qualcun’altro… e mi fermo qui per limitare gli spoiler.

La premessa è interessante e soprattutto lo sviluppo della trama e delle interazioni tra i ragazzi è credibile e ci tiene incollati allo schermo. I dialoghi sono tutti ben messi, la musica e i silenzi sono ben utilizzati, e il mostro è usato benissimo in ogni scena in cui appare o in cui potrebbe apparire. Scordatevi i jump scare a ripetizione di It!

Comunque mi sa che la maniera migliore di invitarvi a guardare il film è fare dei paralleli con le cose che mi ha ricordato. C’è Carpenter in It Follows: non solo per la colonna sonora di Disasterpeace che ricorda quelle del Maestro, ma il viale con le foglie secche e l’inquietante assassino che ti segue senza fermarsi mai ci riportano a Halloween (Halloween – La notte delle streghe, 1978). C’è Wes Craven: per esempio il personaggio di Daniel Zovatto mi ha ricordato il Johnny Depp di A Nightmare on Elm Street (1984). C’è Romero, con la lentezza zombie-like del mostro di uno qualsiasi dei suoi film più famosi. Ed è un film che si inserisce in una serie di ottimi film horror degli ultimi anni che vanno da The Babadook (2014) a Get Out (Scappa – Get Out, 2017) passando per The Witch (2015) per l’attenzione ai dettagli, per il ritmo, e per l’ottimo reparto tecnico (tutti questi film sono di una qualità che normalmente non associamo ai film con dei mostri dentro). Mi ha ricordato pure Drive (2011) di Winding Refn e Nocturnal Animals (Animali notturni, 2016) di Tom Ford!

Se questi riferimenti vi intrigano, io vi direi di dare una chance a It Follows. Credo che sia impossibile che non vi colpisca almeno per qualcuno dei suoi aspetti, tutti ben fatti e ben curati! L’unico appunto che gli posso fare è forse il poco approfondimento delle tematiche affrontate, come per esempio quello delle relazioni amorosi di questi giovani che sembrano un po’ persi nel loro mondo in cui, pare, non devono fare niente dalla mattina alla sera. D’altra parte, forse questa leggerezza è un punto di forza del film, più che una sua debolezza… che ne pensate? Ciao!


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4 risposte a "It Follows: recensione del film"

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