X-Files 11° Stagione / Plus One

Schermata da 2018-01-22 23-17-29

Senza nemmeno passare dal via perché sono abbastanza felice. Si inizia al volo.

Plus One è la terza puntata dell’undicesima stagione di X-Files, seconda puntata stand alone che si distacca dalla delirante mythology per proporci una narrativa più vicina all’episodio classico che tutti abbiamo imparato a conoscere ed amare.

L’episodio gravita attorno a delle morti sospette in una cittadina di poche anime nel New England (almeno credo, non viene specificata l’esatta location. Potrei sbagliare di brutto). Gli abitanti del luogo infatti denunciano da tempo strane morti e sparizioni. Un giorno però un ragazzo del posto esce vivo da uno spaventoso incidente d’auto e dichiara che a tentare di ucciderlo è stato un suo esatto clone apparentemente apparso dal nulla. Quando gli agenti Mulder e Scully iniziano ad indagare sugli strani eventi la situazione si esaspererà a tal punto dal rivelare una soprannaturale unione telepatica tra due gemelli mentalmente disturbati, che, mossi da un’insana deviazione comportamentale, si divertono ad uccidere.

Plus One è, finalmente, una puntata azzeccata di quella che è la nuova idea di X-Files. Questo dimostra quanto poco serva per creare un prodotto nuovo ma con il giusto rispetto per il vecchio.

Le atmosfere finalmente si incupiscono tornando a quel tono fotografico a me tanto caro, quei colori che dipingono l’aria umida, che calano le foreste nel mistero, che avvolgono di ansia i lunghi corridoi d’ospedale. L’ambientazione, con la piccola comunità americana dipinta perfettamente nella sua sbrigativa (per necessità di tempistiche) messa in scena, crea il giusto contorno a questa puntata che ci ricorda la più classica narrazione mostro/umano del telefilm: l’interazione con i tutori della legge del luogo, con l’abitante medio, con le sue piccole istituzioni, dall’ospedale al motel scassato, coi cittadini scettici ma che pare nascondano qualcosa, col sospettato schivo e astioso.

E il tono, finalmente quel tono di serietà stemperata il giusto da un cinico e autoironico Mulder torna, torna e ci fa prendere un respiro di sollievo. In Plus One, infatti, si prova a incutere timore e inquietudine nello spettatore sfruttando i più classici giochi di luce e riflessi, ora nello specchio, ora nel vetro dell’auto. Si torna a giocare con le ansie, sia dei personaggi che di chi assiste, e si torna a voler narrare qualcosa di soprannaturale ridando a questo la sua giusta connotazione di inspiegabile e spaventoso.

Quindi interessante punto di vista di questo Plus One sul razionalizzare la paura, l’ansia. Sul voler dare una connotazione scientifica alla follia, al disagio, ma che così facendo in realtà esaspera questi concetti rendendoli ancora più angoscianti.

Certo, Plus One ci riporta in un territorio conosciuto, esplorato e ben accetto. Siamo felici dunque di vedere il nostro caro X-Files tornare ad interagire con i misteri dell’America di periferia, con questioni più accettabili e plausibili dei dischi volanti che conquistano il mondo (per quanto concesso dalla sospensione dell’incredulità), con il chiaroscuro fotografico che nasconde un mistero, un mostro, un nemico. Certo. Siamo però anche un po’ delusi dal fatto che il nostro amato X-Files non riesca più ad innovare, perché Plus One per quanto ben accetta e calorosamente accolta, almeno da me, è una puntata che sa di rivisto. La costruzione funziona ma ricalca il classicismo più sfrenato di questo genere di prodotto. I jumpscare si prevedono con facilità, il dipanarsi delle situazioni anche, e il climax è forse un po’ troppo forzato e dai toni troppo moderni per cui deve per forza esserci una scazzottata, una prova d’azione, del rumore.

Quindi è l’ora che X-Files finisca? La scintilla, anche quando presente, brilla di una luce flebile che non riscalda? Forse. O forse sono io troppo cinico. Interessantissimo però che la puntata ci domandi questo con un semplice e riuscito dialogo tra Mulder e Scully dove lei si sente minacciata dal tempo che passa, dal diventare brutta e vecchia, inutile.

Mulder la stringe a sé per consolarla e qui si ha la risposta a questo quesito.

No Scully, non sei vecchia.

Almeno secondo Mulder.

Non secondo me.

Dimostrare però questo grado di autocoscienza senza scadere nel demenziale, come è già stato fatto, è un punto a favore di questa terza puntata che riesce e ci porta sullo schermo, finalmente, una puntata più che decente di questo storico telefilm.

Addio!

Alla prossima!


2 risposte a "X-Files 11° Stagione / Plus One"

    1. C’è da dire che lui fa un analisi molto profonda, io tendo a dare un impressione generale. Però non sono troppo d’accordo con quanto dice. E’ un episodio che riesce, finalmente. Forse è rimasto deluso dal fatto che finalmente c’è un episodio decente in questa serie, però rimanda a quelli vecchi e allora meglio vedere quelli. Ragionissima. Però oh dai. Almeno si guarda X Files e non il circo Togni.

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