It – Capitolo uno: recensione del film

It_09162016_Day 57_16230.dngTutti parlano del nuovo It, e tutti ne parlano bene! Sarà certamente un ennesimo segnale di come non ci capisca niente di cinema, sbaglierò io di sicuro… perché, vi chiederete numerosi, cosa penso di It di A. Muschietti?

Partiamo dalle cose positive. Si vede il sangue, molto bene! I bimbi sono tutti bravi, che vuol dire che li hanno diretti bene. Il film riesce anche a caratterizzarne bene la maggior parte (ovviamente non il bimbo di colore, che è praticamente trattato come Token di South Park, che però lo fa per fare della satira!). Non di tutti, ma dei tre/quattro principali ci facciamo un’idea del loro background e delle loro motivazioni. Ben fatto, e anche i dialoghi tra i bimbi sono credibili e abbastanza brillanti, anche se forse questo è merito del libro, non so. Le musiche del film mi sono piaciute, sia quelle originali (nulla di memorabile, ma oneste), sia per l’uso parco dei vari Anthrax, the Cult e the Cure. Il 27enne Bill Skarsgård è bravo a spaventare travestito da pagliaccio, e lo aiuta anche una fotografia adeguata in molte scene (per esempio, i colori e le luci della prima scena in cui parla al piccolo Georgie dal tombino sono davvero belli). Mi sa che è tutto… Passo alle cose negative? No, parto da una cosa neutra.

Perché adesso deve essere tutto ambientato negli anni 80? Il libro di King da cui il film è tratto inizia negli anni 50! Ma adesso c’è questo revival anni 80 che non si può evitare, e quindi eccoci nel 1988 ad ascoltare i the Cult (che mi piacciono pure, ma non è questo il punto) e ad andare in giro in bicicletta come in E.T. di Spielberg e in Stranger Things, cioè il remake di E.T. di Spielberg fatto serie (It e Stranger Things hanno in comune anche il giovane Finn Wolfhard). E quindi niente, ci toccano gli anni 80. 

E ora le cose negative. Forse mi sbaglio io, ma It è un classico film col mostro, in questo caso Pennywise, che ammazza la gente. Allora il mostro mi fa paura solo se non lo vedo ogni due minuti. Il film comincia bene, con la scena del primo attacco che riesce a creare tensione. Poi però è un continuo di jump scares accompagnati da forti rumori (a volte musica, a volte rumori ambientali) e velocizzazioni (le velocizzazioni mi stancano molto in questi film dell’orrore mainstream, non se ne può proprio fare a meno?) in qualunque luogo della città. Può funzionare il primo, può funzionare il secondo… poi mi stanco! E da un certo punto in avanti semplicemente in ogni scena arriva Pennywise che ti deve spaventare, e non ci riesce più perché ti abitui alla sua presenza! Si vede più dei bimbi! Il film fallisce clamorosamente nel suo intento di far paura per questa insensata voglia di mostrarti il mostro (mostrare il mostro! Sarò simpatico?) ogni tre per due.

Poi la trama si regge sul fatto che Pennywise sfrutta le paure dei bimbi per ammazzarli e nutrirsi di loro, ma quando i bimbi non hanno paura non riesce a farlo. Il problema è che in molte occasioni è solo con uno dei protagonisti e non riesce comunque ad ammazzarlo nonostante quello abbia paura! Come mai? Perché alcune volte fallisce ed altre no? Non si capisce, o almeno il film non lo spiega. Questo toglie forza al finale in cui tutto il gruppo unito va a combattere Pennywise senza paura, perché non c’è consistenza negli incontri col mostro.

Ed un ultimo appunto: perché fare per la quattrocentotrancinquesima volta in un film la scena in cui il gruppo si sfalda e tutti si sentono tristi e privi di fiducia per poi tornare tutti uniti e tutti amici come prima? BASTA!!! Non serve a niente, mentre succede sai già che il gruppo si sfalda per riformarsi dopo cinque minuti, evitalo. Lo abbiamo visto troppe volte per farci sorprendere o per farci emozionare una volta che uno ad uno tutti tornano ad aiutarsi l’un con l’altro.

Per farla breve, e sono stato breve, direi, It a me è parso un film come mille altri, girato con mestiere, che aderisce ai canoni vigenti attualmente nel cinema dell’orrore (jump scares eccessivi, velocizzazioni e ralenty a pioggia, CGI per fare qualunque effetto speciale), che non spaventa per niente e che ti lascia poco o niente alla fine dei titoli di coda. Sai già che è tutto pronto per un seguito… che non ho intenzione di vedere.

Ora ditemi: in cosa sto sbagliando? Ciao!


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