Alien: Resurrection

resurrection

Le porte ad alitate. Sì, non con uno scan della retina, o con l’impronta della mano, o il peso del corpo, non lo so. Con l’impronta vocale.

Lo sputo. Con lo sputo.

Ad alitate. Praticamente hanno un meccanismo che è una scatolina installata sul lato sinistro della porta dove te devi alitare, e con convinzione, sennò non si apre. Se ci soffi bene ti riconosce e ti fa entrare, altrimenti sei un cretino che alita su un muro. Se poi hai la faccia di Dan Hedaya che viene ripresa con tutti quei grandangoli incomprensibili che Jean-Pierre Jeunet mette anche nella zuppa, la situazione si complica.

Sì, dài, Jean-Pierre Jeunet, quello del magico mondo dei grandangoli di Amelie. Dan Hedaya ve lo ricordate sicuro per Vincenzo Castigliane di Mulholland Drive o per la parte ne I soliti sospetti, era uno dei poliziotti. Fa sempre queste facce caricatissime come se stesse per accogliere qualcosa là dove non batte il sole.

Comunque se sei una spia e ti serve di entrare nelle porte che si aprono ad alitate son cazzi, come lo replichi l’alito di uno? E se poi ti fai la bruschetta con un casino di aglio?

Infatti Winona Ryder, che in questo capolavoro di demenza fa l’infiltrata sulla nave delle alitate, va a giro con delle boccettine di sputo della gente. Io credo sia così. Che hanno un erogatore / nebulizzatore salivare che praticamente te lo pigi ed è un po’ come se sputassi sul dispositivo. Se starnutissi diciamo.

Voglio sapere come hanno fatto a recuperare un’intera boccettina di saliva del personaggio di Hedaya, mi ha ricordato quando in Jurassic Park III Alan Grant chiede al bimbo sopravvissuto come si è procurato una bottiglia di piscio di T-Rex:

“Non vuoi saperlo”

Invece sì, forse è la cosa più interessante dell’intero film. Voglio saperlo. Ma nessuno dei due film soddisfa questa mia voglia.

Winona entra dove non dovrebbe e scopre Ripley clonata dal sangue che questi scienziati militari hanno trovato nella lava solidificata della scena finale di Alien 3. 200 anni dopo! Un tantino forzata questa cosa. Ripley adesso è un mezzo umano mezzo alien che i militari hanno usato come incubatrice per una alien queen, che è mezza alien mezza umana. Che casino. Come siamo passati da Cameron a questa roba?

Sai chi lo farebbe bene un film di Alien? Jean-Pierre Jeunet. Quello di Delicatessen. E sai chi farebbe bene un film di Dune? David Lynch, con Ereserhead e The Elephant Man ha provato chiaramente di saper trattare lo SCIFI action, no?

NO.

Certi registi, se pur bravi tecnici o visionari scultori di film assolutamente unici, non sono capaci di fare tutto. Ci se ne dovrebbe accorgere. Fareste dirigere una puntata di Peppa Pig a Michael Bay? Assolutamente no! Immaginatevi Inárritu dietro un Die Hard 3, o De Palma dietro un Mission Impossible! Ah ah… no aspetta…

Comunque, non tutti sono tagliati per saper gestire tutto. Certo ci sono dei geni totali come Tarantino, o Kubrick, o Burton (negli anni ’90) che ti fanno qualsiasi cosa.

Evidentemente qui si è sopravvalutato Jean-Pierre Jeunet, che dichiarò: “Ho fatto le uova di alien più viscide e mollacciose (testuali parole, mollacciose in francese è: doux) perché quelle originali mi sono sempre sembrate finte.” Tanto per dire.

Certo, ora secondo te Ridley Scott che chiama Giger per farsi fare l’immaginifico visivo di Alien può fare le cose fatte per bene? Ma quando mai? Ci vuole Jean-Pierre Jeunet e le porte ad alitate, altro che Giger. Le uova più spiaccicone. Mancava quello!

Ad un certo punto si scopre che il personaggio della Ryder è un sintetico, questo porterà sicuramente a delle figate! Sei un robò! Strabello: immortale e super forte, ti colleghi ai terminali scarichi la roba tramite un jack audio nel braccio. No, vi siete scordati che è il 1997, i super eroi e la gente con i super poteri doveva per forza avere le paturnie esistenziali da terza media.

super man, che palle. Viaggio nel tempo, che noia.
Sò l’omo ragno che coglioni. Ho i super poteri e Kirsten Dunst me la da, che palle.

Il film va avanti e di tanto in tanto assistiamo a qualche bella scena e poi BAM. BEM. PUM. PEM. Sparale meno grosse.

La regina alien ha ottenuto un apparato riproduttivo umano e da alla luce… Skeletor! Si! Il miracolo della scienza! Skeletor. Che fa i versi tipo un cane bastonato o un aspirapolvere quando ha il tubo intasato.

Succede che questo mostro viene succhiato fuori dalla nave che intanto entra nell’atmosfera terrestre e: Tutti affascinati dall’alba del pianeta azzurro.

“come è bella” “che spettacolo”

La musica trionfale. Facce estasiate.

Che banalità.

Sapete cosa, alla fine non è poi nemmeno così tanto brutto, cioè sì, è tipo un 4 su una scala da 0 a 10. Mi da solo noia che dopo Scott, Cameron e Fincher (film mutilato dalla produzione) si sia passati a un declino immotivato del brand, sfociando poi in quei terribili mashup di Alien vs Predator che davvero sono il punto più basso di tutta questa minestra. Da un film d’autore che ha praticamente fatto nascere un genere al trash primi anni 2000. Per fortuna ci siamo fermati qui. Non ci sarà mica la voglia di riesumare vecchie glorie del passato e riadattarle stupidamente ai canoni distorti del film commerciale odierno?

No dai…

E comunque non succederà alla saga di Alien no?

no… NO?

Prometheus

NNNNNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

Aaahh! Damn you! God damn you all to hell!

 

 

 

 


2 risposte a "Alien: Resurrection"

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